Ju-Jitsu Ryu Sakura Trieste

Judo

Jigoro Kano (1860 - 1938)

Judo:
“Via della Cedevolezza”

All’età di 16 anni cominciò a praticare vari sport e studiò in modo speciale i vari metodi di Ju-Jitsu.
A 22 anni aprì il suo primo Dojo adattandolo nel piccolo tempio di Eisho, nel quartiere di Shitaga a Tokyo,
dove con soli 12 tatami creò il NIHON DEN KO-DO-KAN (la scuola per seguire la via).
Egli usò come base di partenza le antiche tecniche delle scuole di Ju-Jitsu, che furono modificate ed affinate.
Questo nuovo stile di lotta, che non era più solamente un’arte di combattimento, ma era destinato alla
divulgazione quale forma educativa del corpo e dello spirito, venne chiamato JUDO.
Jigoro Kano intuì l’importanza dell’attività motoria e dell’addestramento al combattimento per lo sviluppo
fisico ed intellettuale dei giovani,basato su una disciplina di combattimento, d’attacco e difesa, a mani nude.
Egli eliminò dal randori tutte le azioni di attacco armato, che potevano causare ferite agli allievi.
Queste tecniche di attacco, furono ordinate solamente nei kata, per poter praticare senza problemi.
Infatti la caratteristica fondalmentale del Judo è quella di poter praticare una tecnica con la massima
forza sul compagno, senza ferirlo. Tuttavia questo sta anche nell’abilità dell’uke a saper cadere
adeguatamente. In situazioni reali, la stessa tecnica portata ad un aggressore inesperto può essere fatale.

I frequenti viaggi di Jigoro Kano permisero al Judo di diffondersi ovunque, così arrivò anche in Italia grazie
alla Marina Militare Italiana. In particolare furono alcuni militari imbarcati sull’incrociatore Vesuvio che
iniziarono a prendere lezioni di queste tecniche di lotta. Così nel 1921 venne istituito il primo corso di Judo
presso la Scuola Centrale Militare di Educazione Fisica Roma diretto dal Capo Cannoniere Carlo Oletti.
La diffusione avvenne in modo rapido, cossichè nel 1927 venne istituita la Federazione Italiana di Lotta
Giapponese.
Oggigiorno il Judo in Italia è regolamentato dal CONI ed in particolare dalla FIJLKAM.
Quest’ultima aderisce alla European Judo Union EJU organismo unico che regolamenta la sua diffusione in
Europa e alla International Judo Federation IJF organismo unico che regolamenta la sua diffusione nel
mondo.



Ci sono otto qualità essenziali sulle quali poggia il codice morale del fondatore e alle quali ogni judoka
dovrebbe mirare durante la pratica e la vita di tutti i giorni:
L’educazione- Il coraggio- La sincerità- L’onore- La modestia- Il rispetto- Il controllo di se- L’amicizia
Mentre dovrebbe sempre tenersi lontano da:
La noia– L’abitudine– L’invidia


"Il Judo non è soltanto uno sport. Io lo considero un principio di vita, un'arte e
una scienza [...] Dovrebbe essere libero da qualsiasi influenza esteriore,
politica, nazionalista, razziale, economica, od organizzata per altri interessi.
Tutto ciò che lo riguarda non dovrebbe tendere che a un solo scopo: il bene dell'umanità."

Jigoro Kano